DDL Concorrenza, la Rete delle Professioni Tecniche scrive ai Parlamentari Sardi: anche alle società di ingegneria si applichino le stesse norme valide per i professionisti

In riferimento al decreto di legge sulla concorrenza, la Rete delle Professioni Tecniche della Sardegna, che riunisce gli oltre ventimila iscritti agli Ordini e Collegi professionali dell’area Tecnica della nostra isola, chiede il supporto dei Parlamentari Sardi, con il proprio voto, per la conferma della modifica dell’art. 31 approvata pochi giorni fa dalle Commissioni congiunte Finanze ed Attività produttive della Camera.

La versione originaria del testo consentiva alle società di ingegneria di operare senza regole comuni alle Società tra Professionisti (STP) anche nel campo privato.

Il nuovo articolo prevede invece l’obbligo, per le società di ingegneria, di adeguarsi, nel caso in cui vogliano ampliare il proprio campo di attività, alle medesime regole vigenti per i professionisti e le STP.

L’importanza della conferma dell’emendamento 31.7 (Senaldi) che come detto ha modificato l’art. 31, è essenzialmente quella di garantire un quadro di regole comuni nel campo privato, pena la realizzazione di un far – west professionale dove il committente subirà gravi conseguenze del mancato rispetto di regole deontologiche e degli obblighi vigenti sui professionisti e sulle STP (preventivi obbligatori, assicurazioni, formazione, disciplina, individuazione del tecnico che svolge la prestazione ed altro ancora), ma non sulle società di ingegneria, dove non si provveda.

Le dichiarazioni di Gaetano Nastasi, Presidente OIC e consigliere della RPT Sardegna: “È una questione di equità, oltre che una disposizione che tutela i cittadini – dichiara Gaetano Nastasi, presidente OIC e consigliere della RPT Sardegna – Chiediamo che col loro voto confermino l’emendamento 31.7 (Senaldi) al DDL concorrenza, approvato dalle commissioni congiunte Finanze ed Attività produttive della Camera”. L’emendamento estende alle società di ingegneria gli stessi obblighi in capo a professionisti e società tra professionisti nei rapporti con i privati. “In caso contrario – aggiunge Gaetano Nastasi – un committente privato, rivolgendosi alle società di ingegneria, non sarebbe tutelato come invece lo è nel caso si rivolga ad un professionista o una società tra professionisti, che operano nel rispetto del codice deontologico, hanno l’obbligo della formulazione del preventivo, della formazione continua e della stipula della assicurazione professionale”

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